Dopo quasi 22 anni trascorsi a esplorare l’Universo, il “Neil Gehrels Swift Observatory”(telescopio spaziale della NASA) sta per concludere il suo viaggio nello Spazio.
Il rientro nell’atmosfera terrestre è previsto per domani, 4 novembre 2026, alle ore 3:30 EST (Eastern Standard Time — fuso della costa orientale degli Stati Uniti e del Canada).
Il telescopio Swift è stato lanciato il 20 novembre 2004 con l’intento di studiare le esplosioni più potenti del cosmo, note come “lampi gamma”. La missione iniziale era prevista per un range temporale di appena 2 anni…ma, in realtà, lo strumento ha continuato a osservare l’Universo per oltre due decenni, diventando uno degli strumenti più importanti per lo studio dei fenomeni cosmici più violenti e improvvisi.
QUANDO AVVERRÀ IL RIENTRO?
Secondo le previsioni diffuse dalla NASA e dalla U.S. Space Force il 2 novembre 2026, il telescopio spaziale Swift dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre mercoledì 4 novembre 2026, intorno alle 3:30 del mattino (ora della costa orientale degli Stati Uniti), corrispondenti alle 9:30 circa in Italia.
La previsione presenta tuttavia un margine di incertezza di circa 11 ore: non si tratta quindi di un orario preciso e la finestra di rientro potrebbe essere aggiornata nelle prossime ore.
Il satellite ha una massa di circa 1.450 chilogrammi. Durante il passaggio attraverso gli strati sempre più densi dell’atmosfera, gran parte della struttura dovrebbe disintegrarsi a causa dell’intenso riscaldamento. Alcuni componenti, tuttavia, potrebbero sopravvivere e raggiungere la superficie terrestre.
La NASA stima che il rischio di danni per le persone sia molto basso, circa 1 possibilità su 2.100.
22 ANNI DI SCOPERTE, NON SOLO LAMPI GAMMA
Nel corso della sua lunga attività, Swift ha ampliato enormemente le nostre conoscenze sull’Universo.
Oltre ai lampi gamma, ha osservato galassie attive alimentate da buchi neri supermassicci, stelle caratterizzate da intense emissioni di raggi X, esplosioni di supernova e numerosi altri fenomeni astronomici.
Non sono mancati nemmeno gli oggetti più vicini a noi: il telescopio ha contribuito allo studio di comete e asteroidi del Sistema Solare.
Un altro aspetto fondamentale della missione era la capacità di inviare rapidamente allerte ad altri osservatori terrestri e spaziali, permettendo di coordinare campagne di osservazione e raccogliere informazioni preziose da diverse lunghezze d’onda.
PERCHÉ STA RIENTRANDO PROPRIO ADESSO?
La fine della missione è legata alla progressiva diminuzione della quota orbitale.
Come accade a tutti i satelliti in orbita terrestre bassa, anche Swift ha subito nel tempo l’effetto della resistenza atmosferica. L’attività solare particolarmente intensa degli ultimi mesi ha contribuito a riscaldare ed espandere gli strati più esterni dell’atmosfera terrestre, aumentando l’attrito incontrato dal satellite e accelerandone la discesa.
Era stato anche tentato un intervento per innalzare nuovamente la sua orbita attraverso un veicolo robotico, denominato “LINK”, sviluppato dall’azienda Katalyst Space. Il progetto, tuttavia, non è riuscito a portare a termine il recupero.
Il 20 ottobre 2026 Swift ha raggiunto una quota di circa 275 chilometri, diventata ormai troppo bassa per garantire il corretto puntamento dei suoi telescopi.
Il suo viaggio nello Spazio sta per terminare, ma il suo contributo alla scienza continuerà.
Fonti e approfondimenti:
NASA Science: https://science.nasa.gov/blogs/swift/2026/11/02/nasas-swift-observatory-to-re-enter-atmosphere/
AstroNews | Osservatorio Astronomico di Cavaglià_Autrice Lucia Calaon

